Le nòstre rèis / Le nostre radici
Genepì d’alta quota coltivato a 1500 metri in Valle Soana, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Una storia di passione, pazienza e rispetto per la montagna.
Salendo al Pian d'Azaria, Campiglia – Alberto Peracchio | CC BY-SA 4.0
Valter Pippinato nasce a Torino, ma ci sono legami con la terra che non si scelgono razionalmente, si ereditano.
Sua bisnonna si muoveva tra i prati alpini raccogliendo erbe spontanee, conoscendone i ritmi e i nomi segreti. Quella memoria, rimasta sopita per decenni dietro a una scrivania in città, aspettava solo il momento giusto per riemergere.
Il punto di svolta si accende intorno al 2005, alle soglie della pensione. Leggendo un articolo di giornale, Valter scopre un’iniziativa della Regione Piemonte e dell’Università di Torino: una scommessa scientifica per reintrodurre la coltivazione dell’Artemisia mutellina in alta quota. Non era un trafiletto qualunque, era l’inizio di una nuova strada.
Dove la terra detta le sue regole
Per avviare questa sperimentazione, Valter sceglie Campiglia Soana, il piccolo borgo a 1350 metri di altitudine dove ha deciso di vivere. È un luogo unico e severo, incastonato nell’ultimo lembo della Valle Soana prima che i sentieri lascino il posto alla natura incontaminata del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Qui l’inverno è lungo, il gelo morde e ogni pianta deve guadagnarsi il diritto di crescere.
È così che prende vita una rigorosa sperimentazione durata circa due anni, condotta in stretta sinergia con i ricercatori universitari. È un periodo di studio intenso, fatto di attese e osservazione, in cui si scopre che il microclima e il terreno di Campiglia donano all’ecotipo autoctono della valle una concentrazione di oli essenziali straordinaria. Visti i risultati eccezionali, quel campo sperimentale cessa di essere un semplice test e diventa un luogo simbolo: il punto esatto in cui ha inizio la storia moderna della produzione del primo e autentico Genepì della Valle Soana.
Le tappe del nostro percorso
2005
Valter accoglie a Campiglia Soana le prime 200 piantine sperimentali dell'Università di Torino. Inizia un percorso di studio del terreno e osservazione ravvicinata, per mappare la risposta dell'Artemisia mutellina in alta quota.
2007
La terra risponde oltre le aspettative con fiori dalla ricchezza aromatica straordinaria. Nasce ufficialmente l'azienda agricola L'Ort de Tchampiy e viene imbottigliato il primo, storico lotto d'alta quota.
2007
Per unire la passione al rigore scientifico, Valter consegue l'Attestato di Erboristeria. Un passo fondamentale per definire i tempi perfetti di infusione e studiare le proprietà officinali delle piante.
2013
A coronamento di un lavoro basato sul rispetto della biodiversità, l'intera filiera ottiene il Marchio di Qualità del Parco Nazionale del Gran Paradiso: un sigillo ufficiale che certifica l'onestà della produzione.
Un'esperienza da vivere sul posto
Quella che era nata come una sfida scientifica individuale è diventata un pilastro per l’intera comunità. Valter ha scelto di trasformare i risultati di quella prima sperimentazione in un progetto aperto di valorizzazione del territorio, creando prodotti unici e legati indissolubilmente alla Valle Soana. In questi anni, ha teso la mano e collaborato generosamente con chiunque volesse seguire le sue tracce per sperimentare a propria volta; a volte è stato preso a modello, a volte è stato copiato senza troppa collaborazione, ma questo è il destino dei pionieri, ed è un onore essere l’originale.
L’Ort de Tchampiy non nasce per la grande distribuzione globale: è pensato per gli appassionati di montagna e per i viaggiatori che vogliono scoprire le nostre montagne attraverso un’espressione esclusiva della terra.
Salire a Campiglia, parlare con Valter e assaggiare il liquore nei luoghi in cui l’erba ha riposato sotto la neve fa parte del viaggio. Perché la montagna ha i suoi tempi e noi abbiamo scelto di assecondarli.







Non sapevo ancora che avrei passato vent'anni a capire come aiutare la crescita di questa pianta."